Come mettere su una newsletter elettorale efficace
La newsletter elettorale ti consente di raggiungere i tuoi elettori/sostenitori durante tutto l’anno, di essere dunque sempre presente nei loro pensieri e di coinvolgerli con iniziative e sondaggi.
In questo articolo ti mostrerò come raccogliere le email (magari con il nome) dei tuoi sostenitori e il relativo consenso a inviare loro comunicazioni di natura elettorale e propaganda politica (stai attento ai requisiti del GDPR!).
Inoltre, ti illustrerò alcune idee su come sfruttare questo preziosissimo canale di comunicazione continua.
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Raccogli email e consenso
Partiamo da un presupposto imprescindibile: se vuoi fare carriera in politica, non puoi non avere una banca dati dei tuoi sostenitori.
Qualsiasi occasione è buona per chiedere email (e nome) di chi ti sostiene: una cena elettorale, un comizio pubblico, un incontro a tu per tu, una donazione sul tuo sito etc.
Nei mesi (ma ti auguro che siano anni!) della tua carriera, entrerai in contatto con centinaia – quando non migliaia – di persone e dovrai sfruttare ogni occasione per avere un loro contatto e poterle raggiungere, successivamente, in ogni momento.
Non tutti sono disposti a dare email e consenso, per questo dovrai essere bravo a fornire qualcosa in cambio, per ottenerli. Facciamo quindi qualche esempio di scenario.
1) La cena elettorale
All’ospite che partecipa alla cena puoi chiedere nome, email e consenso alle comunicazioni elettorali, con la scusa di mandargli:
- le foto dell’evento (magari la foto ricordo con te);
- un badge digitale creato appositamente da un grafico che testimoni la presenza dell’ospite all’evento. Questo badge potrebbe diventare anche un NFT con cui finanziare la tua campagna elettorale permanente;
- inviti ad altri eventi e iniziative sul campo;
- l’adesione a un concorso per una cena a tu per tu con te (idea già sentita, ma sappi che non passerà mai di moda);
- tutto ciò che ti viene in mente e che possa costituire un vantaggio per chi ti segue.
Rendi semplice agli invitati l’inserimento dei loro dati e la prestazione del consenso:
a) puoi distribuire moduli prestampati tra i tavoli, che saranno facilmente compilabili, e a fine cena potrai ritirarli;
b) puoi chiedere nome e consenso all’ingresso, in fase di registrazione all’evento, avendo precedentemente predisposto uno o più tavolini ad hoc e istruito a dovere lo staff del tuo comitato elettorale sulle parole da usare per ottenere le informazioni e la compilazione del modulo prestampato;
c) se hai un budget sufficiente, puoi utilizzare dei tablet (iPad o simili), lasciandone uno per ogni tavolo della cena oppure predisponendoli all’ingresso sui tavolini allestiti per la registrazione. In questo modo rendi la vita più semplice a tutti: agli invitati, che scriveranno molto più velocemente con la tastiera, e al tuo staff, che non dovrà riversare i dati manualmente nel database.
2) Comizio pubblico
Attorno al luogo del comizio, colloca nei punti strategici (visibili, ma che non ostacolino lo spostamento degli astanti) dei tavolini con su i moduli prestampati o i tablet che abbiamo visto al punto precedente e istruisci i volontari sull’importanza di chiedere i dati a chi si avvicina.
In questo scenario, più caotico rispetto alla cena elettorale, dovrai comunicare visivamente, con l’uso di infografiche e manifesti che avrai predisposto attorno ai punti di raccolta dati, i vantaggi dell’aderire alla newsletter.
I membri del tuo staff dovranno comportarsi un po’ come dei “buttadentro”, cioè convincere quanti più astanti possibile ad avvicinarsi e prestare il proprio consenso.
È indispensabile, come al solito, aver istruito a dovere lo staff su quali parole usare e l’atteggiamento da avere per ottenere un’alta percentuale di “sottoscrizioni”.
3) Donazione sul tuo sito
Questo è lo scenario più semplice, in quanto è gestibile in maniera automatica e la richiesta di iscrizione viene rivolta a chiunque abbia già sborsato del denaro per supportarti. Dunque non dovrebbe avere alcuna remora ora nel darti anche il consenso per ricevere tue future comunicazioni.
Con l’imprescindibile aiuto di un webdesigner, fai sì che chiunque doni, possa anche spuntare la casella per ricevere le comunicazioni della newsletter. Così prenderai due piccioni con una fava! Occhio però: fai sempre attenzione ai requisiti del GDPR per il consenso informato.
Ordina e raccogli i dati con la piattaforma giusta
Se hai raccolto i dati con i moduli cartacei, dovrai riversarli, manualmente, in una piattaforma digitale di gestione delle newsletter o altro database che ti consenta l’invio massiccio di comunicazioni a migliaia di destinatari. Noi usiamo MailChimp (solo in inglese) ma ci sono buone alternative in italiano.
Se invece avrai utilizzato i tablet o la sottoscrizione automatica per i donatori sul tuo sito, questo lavoro sarà già stato fatto, perché questi utenti saranno già presenti nella tua banca dati, attraverso le integrazioni che ogni buona piattaforma digitale ti consente di avere.
Mediante l’uso dei tag (su MailChimp si chiamano così) o di altro strumento che ti consente di “etichettare” gli utenti, potrai classificare i sottoscrittori a seconda del canale con cui li hai acquisiti.
Prendendo l’esempio dei tre scenari di prima, i tag potrebbero essere “cena”, “comizio”, donazione”. In questo modo, sai come rivolgerti a ciascuno di essi, nella prima comunicazione che invierai.
Invia una email di ringraziamento
Qualunque sia il metodo con cui hai raccolto nomi e consenso all’invio della newsletter, la prima email che invierai dovrà essere di ringraziamento. In essa, ti rivolgerai per nome al singolo utente. Lo puoi fare grazie alla piattaforma di gestione della newsletter, in cui avrai inserito, per ciascuna email raccolta, sia il nome dell’utente che il tag di cui ti ho parlato.
Nella medesima email di ringraziamento, avrai cura di ricordare al tuo lettore che gli invierai comunicazioni periodiche, in cui lo coinvolgerai in iniziative, gli chiederai pareri e un sostegno, anche non economico.
Una idea che io considero fenomenale è quella di inviare un video personalizzato di ringraziamento per ogni nuovo utente che ha sottoscritto la newsletter. Questo sarà sicuramente possibile all’inizio, quando i sottoscrittori saranno pochi e sporadici. Quando invece saranno decine al giorno, l’impresa sarà impossibile e dovrai farti aiutare dal tuo staff (o, addirittura, rinunciarvi!).
Si fa così. Fatti dare dal tuo staff una lista con i nomi dei nuovi sottoscrittori e, accanto a ciascuno, l’etichetta che starà ad indicare la circostanza nella quale si sono iscritti (dunque “cena”, “comizio” o “donazione”).
Fai un video per ogni utente (mi raccomando, di buona qualità e usando il microfono adatto), in cui ringrazi “Tizio” per aver aderito alla newsletter e per aver partecipato alla cena o al comizio o per averti supportato con una donazione. Chiudi promettendo di scrivergli presto. Registra più video in una sola sessione, sii sorridente e usa una voce calda e accogliente.
Se pensi di dover migliorare la tua performance vocale, non esitare a chiedere a noi!
I video dovranno essere caricati tutti sul tuo canale YouTube come “Non in elenco”, cioè non appariranno né nei risultati di ricerca né sul tuo canale. Solo coloro che hanno il link potranno visualizzare il video. Dunque invierai nella email di ringraziamento all’utente il link con il video personalizzato per lui/lei.
Lo so, è un lavoraccio! Ma non puoi immaginare l’effetto domino positivo generato dall’entusiasmo dei tuoi sostenitori che riceveranno un ringraziamento personalizzato.
Inoltre, questa cosa farà sicuramente parlare di te e ti metterà in un’ottima luce, anche sui media. D’altronde, hai trovato il tempo per salutare uno ad uno i tuoi potenziali elettori, è un atto di generosità e la generosità paga sempre.
Conosci il tuo lettore
Se c’è una cosa che accomuna tutte (e dico, tutte) le newsletter dei maggiori partiti (almeno quelle cui mi sono potuto iscrivere sotto falso nome) è la loro capacità di concentrarsi sul leader di turno o sul partito/movimento, piuttosto che sul lettore, le sue esigenze e i suoi interessi.
Il tuo compito sarà fare esattamente l’opposto! Conoscere i tuoi lettori e inviare loro solo contenuti pertinenti agli ambiti di loro interesse, così come espressi nelle loro esplicite preferenze.
Mi spiego.
Non tutti i tuo lettori saranno interessati al tuo punto di vista sull’ambiente o sulla sicurezza. Alcuni vorranno ricevere solo notizie su integrazione sociale e immigrazione. Altri ancora saranno interessati alle tasse e al mondo del lavoro, e alcuni vorranno solo ricevere inviti a eventi in remoto o dal vivo. Infine, ci sarà chi vorrà leggere qualsiasi cosa pubblichi, perché è interessato a ogni tuo contenuto, proprio perché arriva da te.
Una buona strategia di “email marketing” presuppone che tu conosca i bisogni del lettore, così da inviargli esclusivamente ciò che gli interessa. Proprio per questo, l’email successiva a quella di ringraziamento dovrà puntare esclusivamente a conoscere meglio il tuo lettore.
Un mini sondaggio è la soluzione, perché ti consente di raccogliere in maniera semplice e veloce tutte le preferenze di chi ti legge, intorno ai temi che tratterai nella tua newsletter.
Ci sono vari modi per sottoporre un sondaggio tramite newsletter. I primi tre che mi vengono in mente (che richiedono una conoscenza di base degli strumenti che ti elenco) sono:
- un link a un sondaggio di Google Form (la soluzione più semplice dal punto di vista tecnico);
- i sondaggi di MailChimp (piattaforma in inglese);
- i sondaggi di SurveyMonkey (anche in italiano), che si possono integrare con altri programmi come Google Form, MailChimp, Google Drive, Zoho etc.
Con questo sistema, potrai taggare i tuoi lettori sulla base delle loro risposte. Ogni tag corrisponderà a un interesse espresso e potrai inviare loro solo contenuti pertinenti. Se ciò che invii sarà coinvolgente e interessante, i lettori non vedranno l’ora di ricevere le tue email.
Nota bene: non smettere mai di inviare sondaggi! Ti permetteranno di conoscere sempre più a fondo i tuoi lettori e, dunque, di inviargli contenuti sempre più pertinenti.
Nel corso di un anno, inviando altri 3 sondaggi (uno ogni 4 mesi!), potrai conoscere:
- la data di nascita del lettore (e dunque fargli gli auguri di compleanno e, perché no, anche in questo caso usare la strategia dei video personalizzati);
- se ha figli;
- se vive in Italia o all’estero.
Mi dirai: perché non chiedere tutte e tre queste informazioni in un unico sondaggio? Ti rispondo: le richieste vanno fatte in modo graduale, perché così sono più accettabili. Non fa niente se ci metterai un anno, un sano percorso politico è una maratona, non uno sprint!
Come vedi, si tratta di tutte informazioni estremamente rilevanti che, aggiungendosi a quelle sui temi di interesse, concorrono a formare un quadro sempre più completo di ciascun lettore.
Scrivi per lui/lei, non per te
Man mano che conoscerai meglio i tuoi lettori, sarà sempre più semplice inviare loro contenuti rilevanti.
Se sai che il lettore è all’estero, inviagli il link a una videoguida (creata da te o la tua squadra) su come esprimere il proprio voto. Se ha figli, non esitare a inviargli le ultime sui bonus per la famiglia, sulle tue proposte in merito e sulle discussioni in corso in Parlamento (o a livello regionale o comunale, a seconda dei casi).
Quando scrivi un contenuto, pensa sempre che ti stai rivolgendo a una singola persona e cerca di coinvolgerla. Se prendi una posizione su un tema, chiedi il parere del lettore. Qualcuno risponderà e sarà un’ottima occasione per iniziare un dialogo, anche se solo digitale. Dal dialogo potrebbe nascere una idea, una iniziativa, una videochiamata Zoom che potrai registrare e pubblicare o, semplicemente, una opportunità per saggiare la bontà delle tue tesi.
Quando si scrive avendo in mente i bisogni del lettore, risulta più semplice coinvolgerlo e farsi leggere.
È iniziato tutto da un semplice indirizzo email…
E quindi, partendo da un indirizzo email e un modulo di consenso, sei riuscito, nel giro di un anno, ad acquisire una conoscenza tale del singolo lettore che inviargli email pertinenti è diventato un gioco da ragazzi.
Il lettore si sentirà capito e la tua newsletter elettorale sarà una boccata d’aria fresca, in mezzo a tante email noiose e autoreferenziali!
Posso comprendere che un sistema di newsletter del genere, se non hai le conoscenze tecniche minime, potrebbe sembrare un ostacolo insormontabile.
Eppure è un ottimo investimento di tempo e denaro, in quanto pone le basi per una database di (e)lettori, che potranno costituire il nocciolo duro del tuo elettorato e accompagnarti per il resto del tuo percorso politico.
Se hai bisogno di aiuto per una qualsiasi delle fasi della costruzione della tua newsletter elettorale, puoi chiedere a noi. Saremo felici di aiutarti!
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