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Giuseppe Conte e la retorica del buon padre di famiglia

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è diventato durante i mesi di lockdown un volto familiare per tutti, anche per chi non si interessa di politica.

Giuseppe Conte superstar

Infatti, il Premier – tra annunci inediti di DPCM, conferenze stampa a sera inoltrata e messaggi alla Nazione – è stato al centro dell’attenzione mediatica da fine febbraio, la voce che ogni italiano ha dovuto ascoltare da casa con attenzione e interesse per scoprire quando sarebbe uscito di casa, per fare cosa e con quali nuovi confini.

Un compito sicuramente molto delicato e non invidiabile, tuttavia i sondaggi degli ultimi mesi ci hanno mostrato come la situazione abbia fatto raggiungere a Conte e al suo governo livelli di popolarità e consenso ben più alti rispetto a quelli precedenti alla crisi legata al Coronavirus.

Questa dinamica ci è stata spiegata come un fatto legato all’effetto rally round the flag . È il fenomeno che spiega il sostanziale aumento del gradimento dei cittadini nei confronti di chi guida un paese durante i periodi di crisi internazionale. Con questo termine, infatti, si intende letteralmente l’azione di stringersi attorno alla bandiera e chi in base al periodo si trova a parlare al paese davanti a questa bandiera una volta a settimana in diretta tv e social, nel nostro caso Giuseppe Conte.

Ma chi conosce questa teoria sa anche che tale effetto non è destinato a durare per sempre, ma a scomparire con il venir meno della crisi, cioè della pandemia sul territorio nazionale, per quanto ci riguarda.

Le domande che seguono allora sono quasi scontate: riuscirà Conte a mantenere indici di gradimento così alti ora che è passata la crisi sanitaria? Con quali strategie?

Gli Stati Generali e la narrazione dell’Italia del futuro

La prima grande iniziativa politica e quindi anche di comunicazione del Presidente del Consiglio è stata l’indizione degli Stati Generali, che si sono conclusi questa settimana.

Si è trattato di una sessione di nove giorni a porte chiuse di incontri tra il Governo, i rappresentanti dei territori, delle associazioni di categoria e persino alcuni cittadini, convocati per contribuire con la propria testimonianza.
Il tutto si è tenuto nella location di Villa Pamphilj a Roma, in quanto “omaggio alla bellezza italiana”, espressione dello stesso Conte, totalmente in linea con una narrazione da pater familias italico alla quale ci sta abituando, come vedremo anche nel corso di questa analisi.

Un video per domarli tutti

L’evento è stato a porte chiuse per i giornalisti, tuttavia non sono mancate in abbondanza le immagini dall’interno della villa. Infatti, nel giro di nove giorni sul profilo Twitter di Giuseppe Conte sono stati postati ben sette video a tema #ProgettiamoIlRilancio, per un totale di quasi 25 minuti netti di montato.

Il primo video, pubblicato il 14 giugno e lungo ben cinque minuti, è molto interessante poiché mostra la strategia assunta dal Premier per continuare la costruzione del suo standing internazionale. Questo step infatti è decisivo per emancipare la figura di Giuseppe Conte come frutto di un compromesso tra partiti ben diversi e dargli una sua identità politica tutta nuova, che magari lo metta nella posizione di poter fondare un suo partito, come suggeriscono molti sondaggi recenti , o per lo meno di reclamare una leadership all’interno del Movimento 5 Stelle.

Nel video compaiono leader delle istituzioni europee come Ursula von der Leyen, Charles Michael, David Sassoli e Paolo Gentiloni, che a turno sottolineano il ruolo chiave giocato dall’Italia nel rispondere per prima in Europa alla crisi e si complimentano col Premier per il suo operato.

Questi endorsement istituzionali si rivelano ancora una volta molto graditi al Premier, tanto che li lascia riecheggiare nel video conclusivo pubblicato il 23 giugno, dove la voce del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli fa da sfondo alle immagini che vedono Conte accedere al cortile della villa.

I cinque video pubblicati tra il 15 e il 21 giugno durante lo svolgersi degli Stati Generali sono molto simili tra loro sia per dimensioni che per contenuti, raccontano giorno per giorno gli incontri avvenuti a Villa Pamphilj con i volti e le voci di chi ha avuto modo di confrontarsi con il Premier e i suoi ministri.

Ma la frase che possiamo registrare come chiave nella strategia comunicativa di Conte si trova negli ultimi secondi dell’ultimo video, che va a riprendere una citazione del Premier presente nel secondo video di questa serie legata a #ProgettiamoIlRilancio, pubblicato il 15 giugno.

Il Presidente del Consiglio infatti col suo tono rassicurante che abbiamo imparato a conoscere dice: “abbiamo una grande responsabilità verso i nostri figli, che debbono poterci chiedere: che tipo di paese ci volete lasciare?

È in queste parole che rintracciamo ancora una volta la retorica del buon pater familias di Giuseppe Conte, che sembra voler continuare a incentrare la sua immagine come quella di un amministratore saggio e diligente, un padre che ascolta tutti e prende le decisioni esclusivamente per il bene dei suoi figli, gli italiani.

Da progettiamo il rilancio a rimandiamo il messaggio

Così ancora una volta il Premier ha rimandato il momento in cui definire il suo messaggio politico una volta per tutte, pur continuando sul solco del personaggio che si è ritagliato sul palcoscenico della politica italiana, specialmente a partire dal periodo di lockdown lo ha visto protagonista e reso popolarissimo nel giro di pochi mesi.

Tuttavia, le sfide politiche per il suo governo che si intravedono dietro l’angolo sono molte e insidiose e lo costringeranno sempre di più a definire sé e il suo messaggio. Quale sarà la sua prossima mossa?