Come fare volantinaggio e perché è utile alla tua campagna
Nell’epoca dei social media e della pubblicità online, mezzi più datati come il volantinaggio potrebbero essere considerati obsoleti: guai a fare questo errore! In questa guida ti spieghiamo perché il volantinaggio è ancora importante e come fare per massimizzarne l’efficacia.
Vuoi saperne subito di più? Il nostro team di esperti in comunicazione politica è a tua disposizione. Contattaci!
Perché il volantinaggio?
Lo scopo primario del volantinaggio è chiaramente quello di comunicare un messaggio. Ti starai chiedendo: perché dedicarsi a una forma di comunicazione così dispendiosa in termini di tempo e di impiego di persone, quando le alternative digitali sono automatizzate e più veloci?
È dunque lecito domandarsi quali siano i vantaggi che il volantinare offre rispetto a tali alternative.
I punti di forza dei volantinaggi sono i seguenti:
- Contatto diretto con l’interlocutore.
- Possibilità di modellare i propri messaggi sulla base della persona che si ha davanti.
- Possibilità di ottenere dei feedback dalla cittadinanza.
- Ottenimento di una maggiore visibilità sul territorio, più concreta rispetto a quella digitale.
Il primo punto è forse il più importante: l’incontro faccia a faccia rende l’interlocutore più aperto all’ascolto. E infatti, se difficilmente il sostenitore di un partito avversario si confronterà pacificamente sui social, nei volantinaggi non è raro che ciò avvenga.
Questa apertura, se sfruttata a dovere nel tempo, può portare a convertire elettori avversari oltre che a convincere gli indecisi e mobilitare i propri elettori.
Inoltre, mentre la distanza insita in mezzi quali i social o le telefonate spesso privano gli interlocutori di freni inibitori, dal vivo ciò avviene molto più raramente. Pensiamo a quanto sono frequenti gli insulti ai call center o sotto i post dei politici su Facebook. Difficilmente durante un volantinaggio si assiste a dialoghi di quel tipo.
Altrettanto importante da considerare è la possibilità di modellare il proprio messaggio rispetto alla persona con cui si sta interagendo. Sui social si possono mostrare messaggi diversi a pubblici diversi, ma ci si muove sempre per gruppi.
Dal vivo non soltanto potrai (e dovrai!) adeguare il registro linguistico a quello dell’interlocutore, ma potrai anche parlargli dei temi che interessano alla persona in quanto tale e non in quanto appartenente a un gruppo sociale! Nella maggior parte dei casi infatti sarà il passante a comunicarti i suoi bisogni e le sue idee, sarà allora compito tuo ascoltarlo e rispondere nel merito alle sue preoccupazioni!
Come accennato nel punto precedente, gli elettori che si fermeranno spesso ti esporranno i loro problemi. Se ciò nei social avviene raramente e talvolta sotto forma di insulto, durante un volantinaggio potrai approfondire con delle domande, magari organizzare un sopralluogo e infine scoprire problematiche di cui potresti non essere a conoscenza!
Per comprendere l’ultimo grande vantaggio del volantinaggio pensa alle email pubblicitarie che ricevi ogni giorno. Quante ne leggi? Di quante aziende ti ricordi perché ti hanno scritto? Quanto spesso clicchi sui primi quattro risultati di Google (quelli sponsorizzati) e quanto spesso invece preferisci i successivi? Quante sponsorizzazioni social hai visto oggi? E quante te ne ricordi? La pubblicità online è in un momento di declino: i consumatori (nel nostro caso gli elettori) si sono adattati sviluppando una “cecità selettiva” per evitarla o ignorarla, difficilmente invece puoi non notare e non ricordare un volantinaggio, anche se non vieni fermato.
I volantinaggi, se organizzati bene e con costanza, permettono di mostrare che vi sono persone che sostengono la lista, anche spendendo tempo per essa, e ti consentono di essere notato da un pubblico ampio.
Qualche consiglio sulla creazione dei volantini

Prima di trattare l’organizzazione di un volantinaggio efficace è bene spendere qualche parola sugli errori da evitare per creare dei volantini efficaci.
Il primo errore da evitare nel creare un volantino è il formato sbagliato! Una dimensione eccessiva rischia di rendere il volantinaggio difficoltoso per i volontari e disincentivare i passanti dal prendere i materiali.
Generalmente un volantino non dovrebbe essere più grande di un foglio A5 (148 x 210 mm: la metà di un A4). Qualora questa dimensione non dovesse bastare a contenere tutte le informazioni necessarie è consigliabile creare un volantino a libretto come quello illustrato nell’immagine sottostante.

Secondariamente, nel processo di creazione del volantino è sempre bene tenere a mente il risultato finale: quella che al PC può sembrarci (complice lo zoom) una dimensione del carattere accettabile, dopo la stampa può risultare illeggibile, specie per un pubblico anziano.
Onde evitare di rendere difficoltosa la lettura dei tuoi materiali è sempre bene apporre scritte abbastanza grandi e fare una stampa di prova, così da osservare il progetto a dimensione reale. Solo in caso di esito soddisfacente, possiamo mandarlo definitivamente in stampa.
Inoltre, i passanti decidono molto in fretta se accettare o meno un volantino: per facilitare una scelta a noi favorevole bisogna adottare alcuni accorgimenti. La parte frontale del volantino deve far capire subito ed in maniera inequivocabile l’oggetto di questo.
Logo, foto e nome del candidato, slogan o nome dell’eventuale evento devono essere ben visibili e soprattutto non posizionati nella parte in basso a destra di tale facciata (nella stragrande maggioranza dei casi il volantino, se distribuito come spiegato in seguito, verrà tenuto da quell’angolo, coprendo così le informazioni sottostanti le dita).
Infine, è bene ricordarsi di inserire una call to action (letteralmente “chiamata all’azione”) che inviti gli elettori a eseguire un’azione da noi desiderata. Qualora fossi sotto elezioni, ricordati di inserire delle istruzioni chiare per il voto!
Per creare facilmente i tuoi volantini puoi usare dei sistemi gratuiti come ad esempio Canva o Spark. Qualora invece tu avessi bisogno di un risultato più professionale, contattaci!
Come organizzare un volantinaggio
Una volta stampati i volantini, è arrivato il momento di organizzare il volantinaggio: bisogna scegliere le persone, il luogo, la data e l’ora.
Per quanto riguarda le persone, è importante non essere mai meno di tre, il numero ideale sarebbe dalle cinque alle dieci. Chi partecipa al volantinaggio deve innanzitutto essere motivato, credere nella lista e avere voglia di rendersi utile.
Oltre a queste caratteristiche, sono necessarie alcune qualità umane come la simpatia, l’empatia, la predisposizione all’ascolto e l’atteggiamento positivo e sorridente.
Una volta trovati dei volontari è necessario formarli sull’oggetto del volantinaggio. Se si sta pubblicizzando, ad esempio, la proposta di creazione di una ciclabile è bene che tutti i volantinanti abbiano almeno le conoscenze necessarie per rispondere ai dubbi dei passanti sul progetto.
Nello scegliere il luogo dove volantinare bisogna osservare dove si trova il nostro target: probabilmente in una grande città turistica, per un candidato Presidente del Municipio comprendente il centro storico, volantinare in una Piazza particolarmente importante non sarebbe una buona idea poiché vi sono sì molti passanti, ma pochi di questi saranno elettori residenti nel centro e dunque potenziali elettori del candidato.
Infine, per quanto riguarda la data e l’ora, è chiaramente necessario confrontarsi con i volontari per ottenere le disponibilità di tutti e scegliere l’opzione con maggiori passanti.
Qualora si dovesse avere un dubbio sugli orari di maggiore affluenza, un buon trucco è quello di cercare su Google le attività commerciali del luogo e osservare gli orari di maggiore affollamento come indicato nell’immagine sottostante.
Generalmente, nei luoghi scarsamente illuminati, è bene evitare le ore buie: i passanti potrebbero sentirsi minacciati e dunque irrigidirsi.

Infine, prima di recarti a volantinare assicurati di avere l’autorizzazione: la normativa applicabile, essendo comunale o provinciale, non è la medesima in tutta Italia, dunque ti invito a verificare quella del tuo Comune!
Come approcciare i passanti
Giunti sul luogo, è necessario distribuirsi di modo da essere presenti in tutti i passaggi (se ci si trova su di una strada, ad esempio, ci si dovrebbe disporre su entrambi i marciapiedi) e iniziare ad approcciare i passanti.
Qualora si avessero i materiali necessari e abbastanza persone, può essere una buona idea anche montare un gazebo e/o posizionare un tavolo con qualche sedia.
L’approccio con i passanti può essere diviso in tre fasi: aggancio, accompagno e conversione. Vediamole di seguito.
1.Aggancio
La prima fase è la più semplice poiché non richiede grandi doti oratorie né grande preparazione, nondimeno è necessario adottare alcuni accorgimenti.
Quando si individua il passante a cui ci si vuole approcciare (individua sempre dei passanti che vengono più o meno verso di te: non rincorrere le persone!) è bene stabilire innanzitutto un contatto visivo guardandolo negli occhi e assumere una postura di tre quarti posizionandosi giusto accanto alla sua linea direzionale come indicato nello schema sottostante; un posizionamento di questo tipo permette di far comprendere le nostre intenzioni senza però far sentire braccato il nostro interlocutore.
Una volta che la persona ci si è avvicinata a sufficienza e che si è stabilito il contatto visivo, per evitare di impacciarsi può essere utile avere una frase standard da adattare all’interlocutore: se mi troverò davanti un ragazzo esordirò, ad esempio, con “Ciao! Ti posso lasciare un volantino sulla ciclabile che vorremmo realizzare a Corso Italia?”.
Qualora invece mi dovessi trovare di fronte una signora anziana sarà opportuno rivolgermi ad essa con “Buongiorno signora! Le posso lasciare un volantino sulla ciclabile che vorremmo realizzare a Corso Italia?”

2.Accompagno
La fase dell’accompagno è la più complicata, nonché quella dove si perdono la maggior parte dei passanti.
Durante questo passaggio dovremo camminare al fianco del passante (per non fargli perdere tempo) mantenendo comunque una distanza rispettosa e tenendo il volantino davanti a lui al fine di fargli vedere almeno la facciata principale mentre cammina (tenendolo dunque, se si è destri, per l’angolo in basso a destra come precedentemente detto). Durante il poco tempo di questa operazione dovremo cercare di interessare il passante: sarà bene scegliere con cura cosa dire e parlare a voce alta scandendo bene le parole.
3. Conversazione
Infine, qualora il passante dovesse decidere di fermarsi, inizierà una conversazione durante la quale dovremo cercare di convincerlo a fare ciò che desideriamo.
Il volantino non è che uno strumento per rompere il ghiaccio con i passanti e raggiungere un fine: una volta approcciato un potenziale elettore, darglielo non basta, bisogna “convertirlo”.
Se il nostro obiettivo è – mantenendo l’esempio di prima – quello di creare una ciclabile, dovremo parlare con il nostro interlocutore e convincerlo della bontà della proposta, fargli firmare una raccolta firme e far sì che ci lasci un contatto (telefonico e/o mail), farlo diventare un sostenitore attivo e, quando sarà il momento, fargli votare la nostra lista.
A parità di tempo, è meglio parlare con tre passanti che dare venti volantini senza scambiare nemmeno una parola con chi lo riceve.
Impara dai successi e dagli errori per migliorare i risultati
Alla fine di ogni turno di volantinaggio, è bene riunire i volontari per discutere con loro di cosa è andato bene e cosa no.
Ci sarà sempre qualcuno che è stato più convincente degli altri con i potenziali elettori ed è bene capire perché il suo approccio sia stato il migliore, così da adottarne i principi nelle future interazioni.
Lo stesso dicasi per gli errori: è bene individuare quelli commessi nelle interazioni (che potranno essere identificati dai medesimi volontari, all’esito di una discussione) ed escogitare delle soluzioni per evitarli.
Grazie a queste riunioni post volantinaggio, la squadra di volontari migliorerà costantemente i propri risultati.
Cosa fare, infine, con i contatti raccolti?
Una volta concluso il volantinaggio e ottenuti quanti più recapiti possibile, mantieni i contatti e aggiorna (senza esagerare) le persone conosciute sulle tue attività, anche mediante la tua newsletter elettorale.
Conclusioni
Se hai arrivato fino qui, ora dovresti avere ben chiaro quanto è importante, per un candidato alle elezioni, fare un volantinaggio efficace. Ti abbiamo fornito anche alcun “dritte” per organizzare questa attività in seno al tuo comitato elettorale.
Qualora, invece, avessi bisogno di assistenza per organizzare i tuoi volantinaggi, il nostro team di esperti è sempre a tua disposizione. Contattaci e sapremo aiutarti!
Iscriviti qui per ricevere articoli, guide, inviti a seminari, dal vivo e on line!