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I MEME e la Campagna elettorale: come e quando usarli

Il futuro del post-testo

Sullo schermo del tuo smartphone compare una notifica. Un commento su Instagram, un messaggio: è arrivata una piccola dose digitale, ed è pronta a portarti in rete. Ti basta guardare.

Ma per quanto tempo riesci a resistere? Anche quello che stai facendo adesso, leggere questo articolo, sta lentamente passando di moda.

L’utilizzo della multimedialità su Internet sta superando di gran lunga quello dei testi. Considera, ad esempio, i divulgatori che son passati dai blog ai podcast, ai documentari di Netflix, Instagram o YouTube. Considera anche il calo delle ricerche scritte in favore delle innovazioni digitali come gli assistenti vocali o il riconoscimento facciale: benvenuto nel futuro del post-testo.

Tutto questo sta accadendo perché i contenuti multimediali influenzano il modo in cui pensiamo in una maniera più profonda rispetto alle sole parole, stimolando le emozioni piuttosto che la razionalità e invadendo in modo capillare moltissime tipologie di relazioni: l’informazione, i rapporti interpersonali e sì… anche la politica.

Slogan 2.0

Se trascorri un po’ di tempo sui social, non potrai non notare l’invasione della tua bacheca da parte di immagini accompagnate da un paio di righe apparentemente senza senso. Ce ne sono moltissime, di ogni tipo e su ogni piattaforma: i meme.

Per coloro che non hanno idea di cosa siano, i meme sono concetti umoristici che funzionano essenzialmente come una battuta e si diffondono come un virus attraverso Internet: sono costruiti come un’immagine, un video o pezzo di testo e, grazie ad alcune modifiche e al contrasto testo/immagine, suscitano una reazione divertente.

Il perché i meme riescano a diventare virali, si spiega attraverso la loro stessa natura. I meme si basano sulla condivisione di contenuti grafici che diventano immediatamente riconoscibili.

Il meccanismo è simile a quello di un gruppo di amici che crea un linguaggio unico e una serie di codici condivisi: scrivendo un breve messaggio o scattando una foto, si ha la possibilità di portare la propria voce in piazza nel modo più semplice possibile.

Per certi versi, i meme possono essere considerati la versione moderna degli sticker e degli slogan sui cartelli, che abbattono però i tempi di creazione e soprattutto di diffusione: se funziona lo si vede immediatamente.

Nati come semplici forme d’intrattenimento, le cose sono parecchio cambiate negli ultimi anni. I meme sono diventati così importanti perché, anche se in chiave ironica, danno a tutti la possibilità di esprimersi e di essere compresi.

I meme sono accessibili, divertenti e rappresentano il maggior concentrato di società che potrai mai trovare online. Il posto perfetto, in sostanza, dove cercare le necessità o le speranze dell’elettorato.

American Memes Story

Per comprendere il legame nato tra questa nuova forma di comunicazione e la politica, sarà necessario fare un salto oltreoceano perché i meme hanno avuto un ruolo chiave nelle ultime elezioni americane.

I sostenitori di Donald Trump, infatti, ne hanno fatto largo uso per diffonderne il pensiero, per divertimento o per ammorbidirne alcune dichiarazioni, molte volte utilizzando l’ironia e una retorica populista.

Il presidente Trump, inoltre, è stato un grandissimo promulgatore dei meme politici, spesso attraverso il retweet delle migliori opere dei suoi fan. Ad esempio, nell’agosto del 2017, Jerry Travone – semisconosciuto sostenitore dell’attuale presidente americano – decide di fare qualche ritocco alla faccia sorridente di Trump che si muove su un ritratto di Barack Obama. Posta il meme ai suoi follower e non molto tempo dopo lo vede comparire sui profili di 40 milioni di persone per una semplice condivisione da parte del presidente Trump.

Non è strano pensare allora che per l’elettore, un retweet di un meme o di un semplice commento, sia diventato molto più che un simbolo di interesse: crea partecipazione e coinvolgimento.

Così come in America, anche in Italia i meme hanno giocato e continuano a giocare un ruolo importantissimo nel rapporto tra internet e politica.

Nell’ormai lontano 2013, durante una conferenza stampa, Silvio Berlusconi cala l’asso dichiarando di voler compiere un gesto per il suo amato popolo: restituire l’Imu agli Italiani.

Il successo di questa dichiarazione, però, è da attribuire a quello che succede esattamente il giorno dopo. Il web impazzisce e dà vita alla pagina “Berlusconi restituisce cose”, in cui vengono collezionati i migliori meme del cavaliere in grado di poter restituire qualunque cosa: una pagina che raggiunge i 100mila seguaci in un solo giorno.

Chiaramente Silvio Berlusconi non necessitava di presentazioni o di pubblicità gratuita. Prova però ad immaginare quanti giovani non avessero idea di cosa stesse succedendo in quel momento, quanti di loro sapessero cosa fosse l’Imu e soprattutto quanti cominciarono a vedere il cavaliere come l’uomo dei miracoli.

Vademecum per il Meme virale 

Utilizzare i meme non vuol dire solamente condividere immagini divertenti e sperare che magicamente si crei un legame: il messaggio deve essere originale e adatto alle tue esigenze. Non limitarti a condividere e creare meme solo perché va di moda.

Definiti gli obiettivi, per creare un meme di successo, ti consiglio di seguire queste semplici regole.

Dove

Immagini con testo, animazioni o video, non fa differenza: se hai dimestichezza con alcuni programmi di grafica, hai già tutto l’occorrente per creare meme.

Se “photoshop” invece rappresenta solo un incubo, hai due possibilità: affidarti a noi o cercare delle soluzioni online pensate per creare i tuoi contenuti, in modo facile e veloce.

Ecco una lista di siti che puoi usare:

  1. imgflip.com/memegenerator
  2. memegenerator.net
  3. memecenter.com

Come

Per prima cosa il tuo contenuto deve poter essere assimilato, cioè l’utente deve poter notare e comprendere il meme: più velocemente ne coglierà il senso, maggiore sarà la possibilità che questo diventi virale.

Assimilati i concetti, il meme dovrà essere tenuto a mente e ricordato: un processo che dipende dalla sua unicità, facilità di linguaggio, frequenza di presentazione, autorità della fonte, coerenza con una cultura.

Solo l’insieme di questi fattori darà la possibilità al tuo meme di essere apprezzato e quindi diffuso su vasta scala.

Quando

I meme sono frutto della cultura pop e di conseguenza il tempismo è cruciale. In alcuni casi cavalcano la cresta dell’onda anche solo per pochi giorni: spariscono nell’esatto momento in cui passano di moda e se arriverai tardi, non solo non avrai risultati, ma potrai addirittura far danni, dando l’impressione di voler rincorrere le tendenze invece di crearle.

Per essere sempre aggiornato sui trend, ti basterà controllare siti come ad esempio https://knowyourmeme.com, dove potrai capire quali meme sono popolari in quel momento e approfondirne significato ed evoluzione. 

A chi

Per poter utilizzare al meglio i meme in campagna elettorale, è innanzitutto necessario che tu conosca le caratteristiche del tuo pubblico di riferimento. Non tutti saranno predisposti a comprendere il significato e l’ironia dei tuoi contenuti, quindi se il tuo pubblico non condivide il significato del meme rischi di fallire.

Confermare o ribaltare il risultato

I meme sono un’arma a doppio taglio.

Per alcuni rappresentano solo un effetto collaterale, un satellite divertente rispetto ad un terreno saldo di informazioni. Per tanti altri però, l’ironia di internet costituisce l’unico mezzo di informazione sulle vicende politiche. Non è raro quindi che qualcuno possa farsi un’idea di te soltanto grazie ad alcuni meme o possa, ancor peggio, ricordarti per una singola battuta.

D’altra parte, i meme possono rivelarsi un ottimo espediente per creare il tuo spazio in rete, per definire il tuo profilo sul web e quindi poter essere riconosciuto anche da chi di politica, sa poco e niente.

In entrambi i casi, è importante sottolineare come i meme siano nati per suscitare delle reazioni e, grazie a loro, avrai l’opportunità di generare emozioni che motiveranno gli individui a saperne di più, ad informarsi, a prendere una posizione e, quindi, ad essere politicamente coinvolti: diventeranno parte attiva di un processo che li rappresenta e non si limiteranno più ad ascoltarti ma, attraverso il voto, sosterranno i tuoi progetti per loro.

L’immagine di copertina è stata creata dall’autrice dell’articolo, utilizzando gli strumenti da lei menzionati.