Come si calcola la base elettorale di un candidato?

Per realizzare una comunicazione efficace occorre anche selezionare gli elettori a cui rivolgersi e individuare obiettivi diversi per gruppi specifici.

I motivi per i quali una strategia di comunicazione che si indirizzi indiscriminatamente a tutti gli elettori non è efficace sono due:

– Il primo è la scarsità delle risorse a disposizione, che impone di valutare ogni obiettivo alla luce dei mezzi necessari per raggiungerlo. Convertire un elettore che sostiene il partito avversario costa molto di più che persuadere un indeciso, e ancora più che mobilitare un elettore riluttante ma potenzialmente vicino al proprio candidato.

– Il secondo motivo è che rivolgersi ai destinatari sbagliati può in effetti essere controproducente. Fare campagna in una zona in cui sono concentrati elettori propensi a votare per l’avversario può ricordare loro l’importanza della competizione, incentivarli a recarsi alle urne, persino invogliarli a fare una donazione o a partecipare come volontari alla campagna del loro candidato per controbilanciare gli sforzi degli avversari. Una selezione sbagliata degli elettori a cui rivolgersi può dunque persino avvantaggiare i propri rivali.

Per decidere chi sono i tipi di persone su cui una campagna deve concentrarsi occorre per prima cosa porsi un obiettivo di voti da conquistare, prima in percentuale, poi, in base a una stima dell’affluenza elettorale, in numero assoluto.

Se è necessario conquistare la maggioranza relativa e ci sono più di due candidati/partiti competitivi in lizza, occorre valutare che percentuale di voti sarà sufficiente per superare i concorrenti. Se l’elezione avviene a maggioranza assoluta, o se ci sono solo due candidati/partiti che possano conquistare consensi significativi, si stabilisce di solito una soglia di sicurezza del 52/53% dei voti.

Nel caso di competizione proporzionale tra liste di partito, si definisce un obiettivo di voti da conseguire per ottenere un numero di seggi realisticamente conquistabile date le condizioni di partenza, le risorse disponibili e le soglie di sbarramento determinate dalla legge elettorale.

LA PROPRIA BASE, GLI INCERTI E LA BASE DELL’AVVERSARIO

Per definire chi sono i propri destinatari e come rivolgersi loro, si divide l’elettorato in tre macro-settori: la propria base, gli incerti e la base dell’avversario (o degli avversari).

La base di un candidato è costituita dagli elettori che normalmente votano per il suo stesso partito o coalizione, o che sono comunque orientati a votare per lui o lei. Questi elettori devono essere mobilitati affinché si rechino effettivamente alle urne, trasformando un atteggiamento in comportamento.

Gli incerti sono coloro che hanno orientamenti deboli verso l’uno o l’altro candidato. Un’analisi più raffinata può opportunamente distinguere tra gli incerti che propendono comunque per uno tra i partiti o candidati in competizione e quelli che non hanno preferenze marcate e tenderanno probabilmente a non andare a votare. Gli incerti devono essere persuasi a votare per il proprio candidato o partito, a patto che siano effettivamente disponibili a recarsi alle urne, portandoli quindi a passare da un atteggiamento neutrale o debole a uno più forte e favorevole al candidato.

Infine, la base dell’avversario raggruppa persone che votano stabilmente per quel candidato e/o partito. E’ difficile che questi soggetti modifichino i loro comportamenti elettorali, ma se alcuni elementi di questo gruppo sono inclusi tra i destinatari di una campagna, lo scopo da raggiungere è convertirli a mutare, almeno temporaneamente, il proprio voto, invertendo quindi la polarità di un loro atteggiamento preesistente. In astratto, la conversione di un elettore dell’avversario ha un valore doppio rispetto al mantenimento di un elettore della propria base, in quanto al guadagno di un voto corrisponde la perdita di un voto dalla parte opposta, in un gioco a somma zero.

I costi di questa azione sono tuttavia più elevati, in quanto si incontra molta più resistenza negli elettori da convertire che in quelli da mobilitare o da persuadere. In una competizione con più candidati e partiti le basi degli avversari saranno diverse, con caratteristiche e atteggiamenti differenti, che offrono opportunità strategiche specifiche di conversione mirata.

Scopo del piano strategico è definire in quali proporzioni i voti necessari per raggiungere l’obiettivo stabilito dovranno derivare dalla mobilitazione della propria base elettorale, dalla persuasione degli incerti e dalla conversione della base degli avversari. Come si legge in un testo di introduzione alla strategia elettorale, dopo che queste decisioni sono state prese, «le risorse della campagna – denaro, tempo, energie, e, soprattutto, messaggi – sono dirette solo a quegli elettori. Nessuno sforzo è rivolto da nessun’altra parte o a nessun altro».

COME DETERMINARE LE DIMENSIONI DEI GRUPPI DI ELETTORI

Le dimensioni dei vari gruppi di elettori si possono stimare in due modi:

  • Attraverso l’analisi storica di dati di consultazioni comparabili nello stesso collegio (quindi confrontando elezioni politiche con altre politiche, regionali con altre regionali, comunali con altre comunali e così via);
  • Mediante sondaggi nei quali si misurano le appartenenze politiche degli elettori e le intenzioni di voto.

Fonte immagine di copertina: Intermedia channel