Strategia e tattica in una campagna elettorale

L’obiettivo di chi conduce una campagna è uno solo: prevalere il giorno del voto. Per realizzarlo occorre far fronte a due esigenze diverse, ma complementari. La prima è di posizionarsi in una situazione favorevole nel medio periodo, portando avanti un disegno complessivo che vede il candidato arrivare al voto nelle condizioni migliori possibili.

La seconda è di portare avanti la propria comunicazione nel contesto quotidiano, facendo fronte a problemi, esigenze ed eventi che continuamente investono la campagna e richiedono una risposta.

La strategia si occupa del primo problema, la tattica del secondo.

COSA VUOL DIRE FORMULARE UNA STRATEGIA?

Vuol dire immaginare uno scenario realistico in cui il proprio candidato possa prevalere il giorno del voro e individuare i passi necessari per realizzare tale ipotesi. Si parte dal contesto del presente (composizione dell’elettorato, priorità dei cittadini, strategie degli avversari e degli altri attori rilevanti) e ci si chiede come esso possa essere modificato per avvicinarsi il più possibile allo scenario a cui si aspira.

L’essenza della visione strategica è infatti costruire un contesto diverso da quello attuale e che il giorno del voto sia simile a quello ottimale per la vittoria.

Idealmente, una strategia dovrebbe essere decisa all’inizio della campagna, sulla base delle migliori informazioni possibili, e poi eseguita senza rimetterla continuamente in discussione.

COS’E’ LA TATTICA?

La tattica comprende l’insieme di decisioni che occorre prendere per mettere in pratica gli obiettivi definiti dal piano strategico, sulla base delle risorse e degli ostacoli che si presentano quotidianamente.

L’essenza della tattica è l’adattamento, ma senza che questo modifichi, di fatto, le premesse strategiche su cui si è impostata la campagna.